Manipolazione affettiva: come avviene, gli effetti

Manipolazione affettiva: come avviene, gli effetti

Qual è la differenza tra manipolazione mentale e manipolazione  affettiva? Quali sono le tecniche più frequentemente utilizzate nella manipolazione affettiva? Quali sono i tre stadi della manipolazione affettiva e in che modo uscirne?

Identificare un manipolatore affettivo non è affatto semplice. Questo perché solitamente il nostro carnefice può celarsi dietro la persona a cui teniamo di più al mondo ( un famigliare, un partner, un amico) oppure un mentore o una persona di cui abbiamo un’alta considerazione (un collega, un capo, un mentore). Ancora di più non è facile riconoscere e ammettere di essere stati manipolati anche quando i sintomi di questa prigione iniziano ormai a venir fuori con tutta la loro forza e la loro sofferenza. La manipolazione affettiva, a differenza di quella mentale, non fa breccia sul nostro genere, stato sociale, preparazione. Si fa strada tra le ferite aperte nel periodo dell’infanzia e non ancora sanate, si nutre della nostra bassa autostima, del non saper imporre confini sani tra noi e l’altro, si prende gioco del nostro desiderio più intimo di essere accettati e amati (ma dalla persona sbagliata) o, semplicemente, si insinua subdolamente nelle nostre vita durante un periodo di debolezza e difficoltà.

Differenze tra manipolazione mentale e manipolazione affettiva.

Partiamo dal principio. Esistono due forme principali di manipolazione e sono: la manipolazione mentale (ovvero la capacità degli altri di persuadere, di lusingare, o di portarci in maniera più o meno consapevole verso un determinato acquisto, verso una marca di abbigliamento piuttosto che un’altra, un cibo, una vacanza e via discorrendo). Quindi per essere un buon manipolatore mentale, in questo caso è necessario essere anche un buon oratore e avere una potenziale vittima disposta ad ascoltare. Con la sua autorità, con la sua simpatia o con i suoi giri di parole un manipolatore mentale potrà farci compiere determinate azioni o determinati acquisti. Tuttavia prendere un paio di scarpe che non ci servivano per via di un commesso insistente o abbonarsi alla compagnia telefonica meno conveniente, alla fin fine, sono conseguenze fastidiose che possono essere comunque facilmente risolte o messe a tacere e andare avanti.

Per la manipolazione affettiva invece è diverso e la questione si fa molto più profonda e complicata, rischiando di diventare un vero e proprio abuso psicologico ed emotivo nei confronti della vittima e della qualità della sua vita.

La manipolazione affettiva è una manipolazione perpetuata da una persona a cui teniamo particolarmente e che, spesso senza neanche rendercene conto, riesce a mettere in pericolo la parte più inconscia di noi, riesce a ingabbiarci, a depotenziare le nostre capacità, peggiorando la nostra salute psicofisica, recando dolore e strascichi nel profondo delle nostre anime, e nei casi più avanzati una vero e proprio inizio di stati ansiogeni e depressivi.

Tecniche di manipolazione affettiva

Quali sono le tecniche che può mettere in atto un presunto manipolatore affettivo? Vediamole insieme:

  1. sensi di colpa: colpevolizzare il partner, i figli, il fratello o la sorella, una persona cara, specie quando si mettono in campo colpe ingigantite, inventate e solitamente inesistenti, è uno dei primi segnali di manipolazione. Spesso il carnefice prende azioni o parole provenienti dalla sua vittima, decontestualizzandole, per poi utilizzarle contro di lei e accusarla di una qualche mancanza nei suoi confronti o di quelli di un’intera famiglia. Purtroppo se la persona che subisce ha per sua natura, o per un determinato vissuto, la tendenza a sentirsi in colpa e a soffrirne, non riuscirà a scorgerne i meccanismi contorti, rimanendo alla mercé del suo manipolatore. Si sentirà perennemente inetto, debole, incompetente, ignorante. Di conseguenza in lui in lei divamperanno emozioni spesso complicate e difficili da gestire;
  2. deresponsabilizzazione: il manipolatore non prende coscienza dei suoi difetti e se ne deresponsabilizza accusando l’altro (o gli altri) delle sue stesse mancanze; attraverso il meccanismo della “Proiezione’’, chi manipola attribuisce al partner i suoi difetti, ritenendosi perfetto con un’incoerenza disarmante, di cui spesso le vittime non si rendono conto;
  3. gaslighting: è una delle tecniche più usate soprattutto nella manipolazione di coppia in cui uno dei due nega di aver commesso o detto cose, pur di non prendersi la responsabilità delle proprie colpe e delle proprie affermazioni. La realtà sarà quindi distorta e manomessa dal carnefice. La vittima si sentirà sola, impotente, confusa, inizierà ad avere sempre meno fiducia in sé stessa;
  4. menzogne: menzogne, omissioni, false promesse, sono ulteriori tecniche perpetuate da un manipolatore affettivo. Le bugie dette “a fin di bene’’, con lo scopo di raggiungere i propri scopi a discapito dell’altro, servono al carnefice come espediente per uscirne sempre pulito e salvaguardare il suo ego da qualunque situazione, continuando a distorcere la realtà sempre a proprio favore.

Manipolazione affettiva: i tre stadi.

La manipolazione affettiva si manifesta principalmente attraverso tre stadi:

  • il primo stadio: in questa fase compaiono i primi campanelli di allarme, molto soft, di manipolazione. Tuttavia se presi in tempo, attraverso una comunicazione efficace, potrebbero essere facilmente gestiti. E’ lo stadio in cui il partner potrebbe iniziare ad avanzare pretese di controllo sull’altro, ravvederlo da determinati amici o famigliari, e al contempo ci si potrebbe imbattere in persone fidate che, notando questi segnali, potrebbero metterci in guardia dal rapporto o potremmo provare noi in primis ansia e confusione condividendo del tempo con il manipolatore, potremmo non sentirci più noi stessi ogni qual volta ci troviamo insieme a lui;
  • il secondo stadio: la seconda fase inizia quando il manipolatore riesce a creare caos e colpevolizzazione della vittima. Quest’ultima inizierà a chiedersi dove sbaglia, a mettere in dubbio le proprie decisioni e le proprie ragioni, i suoi pensieri, i suoi sentimenti, i suoi valori. E’ lo stadio della “decostruzione” della propria identità e della propria autostima. La vittima inizia a percepire sintomi più importanti ma allo stesso tempo, soprattutto se sola e non supportata, non riesce ad attribuirli alla sua situazione e a correre per tempo ai ripari. Inizierà a sperimentare ansia generalizzata, sensi di colpa, stanchezza, tristezza, perdita di interesse verso l’esterno (persone, hobby, cose che in passato amava fare..), dimenticare o evitare date, impegni, appuntamenti, persino con amici o parenti. Tutto ciò iniziando a giustificare ogni comportamento del suo manipolatore, anche il più vile, pur di non perderlo.
  • il terzo stadio: la terza fase di manipolazione è lo stadio più intricato, quello finale. La vittima è totalmente schiava del suo manipolatore. Qualunque comportamento, qualunque insulto, qualunque azione o mancanza di rispetto mossa nei suoi confronti da parte del manipolatore, sarà comunque giustificata in nome di un “presunto’’ amore. I sintomi qui iniziano ad essere chiari e allarmanti: attacchi di panico, disturbi psicosomatici, paura, angoscia, depressione.

Manipolazione affettiva: ulteriori sintomi

  • perdita di fiducia in sé stessi e vulnerabilità;
  • difficoltà nel prendere decisioni da soli;
  • confusione;
  • paura di impazzire e/o poter perdere il controllo su sé stessi;
  • paura che ciò che pensiamo sia distorto e irreale;
  • paura di non soddisfare voleri e aspettative altrui, sensi di colpa;
  • disturbi del sonno;
  • disturbi psicosomatici e riacutizzazione di malattie pregresse;
  • vertigini, sudorazione, nausea, bruciori di stomaco, mal di testa.

Uscirne si può.

In tantissimi nel corso della nostra vita cadiamo nella trappola di manipolatori e manipolatrici ma uscirne si può, con un adeguato percorso mirato, imparando a prenderci cura di noi stessi e a risollevarci risanando tutte quelle ferite e quei duri colpi che ci sono stati inflitti durante un periodo più o meno lungo di manipolazione. Prendere consapevolezza e cambiare queste dinamiche, farle proprie affinchè non si ripetano, affinché si disponga dei giusti mezzi per interrompere nuovi incontri manipolatori e allontanarli per tempo, sono gli elementi essenziali per guarire e su cui si può lavorare attraverso un percorso di terapia online. L’identità e l’autostima della persona si possono e si devono ricostruire passo dopo passo, in un percorso di liberazione da ciò che è stato, di nuovo nutrimento e di amore verso sé stessi.

 

Per maggiori informazioni scrivere alla Dott.ssa Jessica Zecchini.

Contatto email consulenza@jessicazecchini.it, contatto whatsapp  370 32 17 351.

 

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